Posts Tagged ‘ddm’

cambio di stagione

Agente di Viaggio
Manuel Calavera
DDM – Filiale n°974
Trieste, Italia

10 ottobre 2006
Oggetto: Ristrutturazione e organico Filiale

Ci duole comunicarLe che la Sua richiesta di trasferimento alla Terra dei Morti, mancando dei requisiti di merito necessari, è respinta. Il suo operato, valutato in base alle periodiche relazioni da Lei inviate al DDM, è fallimentare sotto tutti i punti di vista e il computo dei crediti indispensabili al compimento del Suo Servizio Sociale è rimasto pressoché invariato durante la Sua permanenza nel Mondo dei Vivi.
Si ritiene inoltre non fondato ogni appello per presunta incompatibilità ambientale: la delicata amministrazione del DDM non può essere esposta all’innata inettitudine di Agenti di Viaggio come Lei, incapaci di occuparsi perfino di una semplice Filiale terrena. Il caso Ingeborg dimostra come la gestione delle Anime Errate sia afflitta da problemi e disguidi imputabili solo alla Sua condotta.
Per tali motivi Le sarà affiancato un Rianimatore-Anestesista, allo scopo di coadiuvarLa nelle operazioni di smistamento delle Anime Errate di sua competenza. Ci auguriamo che il nuovo collega Le consenta di svolgere con maggiore efficienza le procedure – ingresso definitivo nella Terra dei Morti o reinserimento nel Mondo dei Vivi – relative ai soggetti da Lei trattati.
L’alloggio a Lei assegnato risulta quindi non più idoneo; pertanto la filiale n°974 sarà trasferita in altra sede, come da disposizioni successive.

Don Copal
Direttore di Dipartimento

un mese, ci ho messo. Un trasloco lento ma inesorabile come lo stillicidio di una stalattite. il ddm non ha badato a spese: un portone dal vetro scheggiato, 3 piani di scale consunte come i gradini di un santuario, un angusto corridoio ostruito da mensole, posacenere e seggiole per fumatori, un ballatoio ornato di piante aromatiche, aperto su un assurdo cortile. corde da bucato si tendono lente per decine di metri, dalla ringhiera all’altissimo muro di cinta antistante, screziato di edera, infiltrazioni e fenditure, oltre il quale oscillano le teste dei passanti sull’adiacente strada soprelevata. ai piedi del muro si accatastano basse rimesse fatiscenti, con le piccole porte rivestite internamente di gommapiuma e portauova, dove si aggirano loschi figuri lungocriniti e tintinnanti, recanti tetre insegne e lugubri foderi. dalla pavimentazione sconnessa del cortile emergono gramigna, sommacco, un acero giapponese, un fico enorme. al centro del cortile crepita un gruppo elettrogeno bicilindrico, una guzzi scrostata e priva di ruote.
non ho ancora finito di allestire, pulire ed ordinare l’appartamento. la porta della camera misteriosa è sempre rimasta chiusa a chiave ma talvolta, oltre il vetro smerigliato, mi sembra di scorgere un’ombra. l’oscuro rianimatore-anestetista non si è ancora palesato.
la nerogatto trascorre il suo tempo miagolando con la testa infilata nella balaustra. al di sotto, come all’angelus in piazza sanpietro, una quarantina di gatti la fissano in silenzio.

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cromoterapia

C:>cd anime

C:ANIME>cd errate

C:ANIMEERRATE>dir/p
Volume in drive C has no label
Volume Serial number is DDM-974

Directory of C:ANIMEERRATE

14/04/2006 <DIR> .
14/04/2006 <DIR> ..
14/03/2005 4.001.951 Ingeborg.sou
1 File(s) 4.001.951 bytes
2 Dir(s) 27.016.847.360 bytes free

C:ANIMEERRATE>

La piccolakrukka sembra scomparsa, eppure il dossier a suo carico è ancora in attivo. Ho contattato il ddm per avere notizie ma quegli imbecilli non sanno nulla. pare invece che in qualche ufficio si sia arenata una decina di lettere o cartoline spedite al mio indirizzo. colpa di quell’imbecille di boris čerep, che con la sua solerzia di ex agente del kgb ha inviato al ddm le missive di ingeborg per sottoporle al vaglio della censura. cretino, al dipartimento non esiste nessun funzionario preposto alla censura. dovrò fare un viaggio apposta per tentare di recuperarle.
peccato. ci tenevo, e quasi ci speravo, che la piccolakrukka tornasse da me per pasqua. avevo preparato tutto, secondo i suoi minuziosi racconti, come se fosse un rito per la sua evocazione.
ho battuto il carso e sollevato il culo a decine di galline, alla ricerca delle uova più bianche. una vecchina slovena me ne ha cedute una dozzina, candide come il latte. ho le cipolle per dare loro un colore rossastro, ho messo da parte i fondi di caffè e tostato le radici di tarassaco per tingerle di pallidi marroni, ho perfino lo zafferano e le radici di biancospino per i gialli, ho raccolto lo spinacio selvatico per il verde. ho scelto le foglie e i petali di fiore più bizzarri per sfumare i colori e creare sui gusci le forme più belle.

ho tutto, manca solo lei.

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bjurokratija

борис череп
агент бюро путешествий

questo è quanto mi lega alla piccolakrukka, ora. non avrei dovuto accettare di accompagnarla al ddm a pochi giorni dalla festa dei morti. a el midollo fervono i preparativi e anche il dipartimento è nel caos: il personale è già decimato dalle ferie, tutti si preparano a visitare i propri cari nella terra dei vivi.
nell’osservare il frenetico lavoro di smistamento dei morti, mi sono reso conto di gradire il limbo in cui conduco la mia piccola vita, pardon, la mia piccola morte. e non credevo di essere così egoista da sperare in un esito positivo della verifica dei requisiti di ingeborg.
ma il destino cinico e baro e pure stronzo si è messo di traverso e la faccenda ha preso una piega imprevista. un increscioso disguido – come lo ha definito il boss – nel briefing di sabato ha fatto sì che mi ritrovassi fra le mani le pratiche per l’assegnazione di un vecchio bielorusso, distillatore clandestino di vodka, mentre ingeborg è stata affidata a tale boris čerep, di ritorno a mosca.
pare che la burocrazia russa non goda fama di essere particolarmente snella, nemmeno con morti ed anime errate. se le cose vanno per il verso giusto, mi recapitano la piccolakrukka tra un paio di mesi. nel frattempo potremo scriverci, dicono.
povera ingeborg, smarrita come una valigia all’aeroporto.

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t42

una spiacevole sensazione mi trattiene dall’aprire il dispaccio urgente del ddm. rigiro nervosamente la busta tra le dita, l’orecchio teso a seguire i movimenti della piccolakrukka che gioca nell’altra stanza. stringo la tazza di karkadè; bollente, aspettando che le fitte dolorose del calore sfumino in una insensibilità diffusa della mano. bruciare la carne congelare i pensieri, il ricordo di un gesto antico ormai inutile. non sono più tra i vivi e le mie emozioni non conoscono anestetico. levo lo sguardo alla parete, poi al soffitto. il geco è stampato sopra di me, in attesa. lacero la carta.

 

Agente di Viaggio
Manuel Calavera
DDM – Filiale n°974
Trieste, Italia

12 ottobre 2005
Oggetto: Verifica requisiti

Con la presente è pregato di presentarsi alla sede centrale per la verifica dei requisiti necessari alla permanenza dello stato attuale relativamente al soggetto da lei assistito.

Don Copal
Direttore di Dipartimento

 

hai un viaggio davanti a te, piccolakrukka. non ne conosco la meta ma saprò starti vicino.
un tonfo liquido scioglie i miei pensieri. o le serate sono ormai troppo fredde o il geco sta invecchiando: perdere la presa così e finire nel karkadè senza un lamento. lo estraggo trattenendolo delicatamente per la coda, flaccido e inerte sauro lessato in infuso di fiori d’ibisco. qualcosa palpita in lui ma come lo riattacco, con il bostik?

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pacs vobiscum

io, la piccolakrukka, la nerogatto e il geco siamo  inclusi nello stesso stato di famiglia, all’anagrafe del ddm.
fortunatamente il cardinaleruini non si occupa di aldilà ma soltanto di politica italiana.

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amanita phallax

come mi è venuto in mente di modificare il file orianafallaci.rip?
l’avevo appena acquisita e liberata dalle sue spoglie mortali, vittima di una strage compiuta da un membro di un’organizzazione paramilitare d’estrema destra di phoenix che aveva fatto esplodere in piena città un kebab della catena mc ka. una volta portata nel mio ufficio si era accasciata sulla sedia tremante e muta, finalmente. mentre seguivo la procedura usuale e le spiegavo la nuova e inaspettata situazione, aveva la solita faccia stupita di chi vive una vita intera per scoprire infine che l’inferno è viverne altre ancora fino a quando non si è pronti per il grande viaggio. o almeno per il purgatorio del servizio sociale, come me. il mio pc segnalava la possibilità di un viaggio in tandem insieme a un tale kamal abdalla – una coppia bene assortita, debbo ammettere. mi chiedo cosa avesse combinato in vita quell’uomo, per meritare questo. in alternativa era prevista la reincarnazione in un venditore di datteri yemenita.
forse è stato per un sentimento di pietà nei confronti del povero arabo, o forse perché mi si rovesciava lo stomaco al pensiero delle immani stronzate e porcherie che quella donna aveva scritto in vita. alla fine non ho resistito: ho editato il file – sono tra i pochissimi a conoscere ancora il dos, qui al ddm – e l’ho fatta reincarnare in un leucoagaricus gongylophorus sull’isola di trinidad. che cosa sarà mai, penseranno i miei attenti lettori. un fungo, preciso io. e allora? chiederanno i miei curiosi lettori, tempo una settimana e orianafallaci si ripresenta al ddm. eh, fosse così facile, ribatto io. quanto la fai lunga, sospireranno i miei rassegnati lettori. che due maroni, borbotterà uno spazientito lettore.
ora vi spiego. trattasi di fungo che vive in simbiosi con le atta cephalotes, formiche tagliatrici di foglie. nelle camere sotterranee dei formicai vengono allestite delle lettiere di foglie frantumate e masticate – rese perfino soffici con le zampette – sulle quali le formiche depositano le spore. il fungo a sua volta fornisce cellulosa e zuccheri vari per nutrire soprattutto le larve. e allora? sbotterà esasperato un altro lettore. c’è un particolare, caro il mio lettore rompicoglioni. considerando che il suddetto fungo – come moltissimi altri – si riproduce per via asessuata, la sua età si aggira intorno ai 25 milioni di anni. e, a meno che per qualche immane disastro tutte le sue spore vengano annientate, ne vivrà altrettanti. ho reincarnato orianafallaci in un loop biologico, in altre parole.
se mi fossi trattenuto a quest’ora non sarei qui, ad osservare le stelle morte riflesse nel cavo delle onde di scia di una nave diretta a trieste.
ripensandoci, è stata un’idea geniale.

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to leave is to live a little

oggi mi sono imbarcato a Rubacava – rotta per trieste – sul glorioso titanic, in servizio dal 15 aprile del 1912. il comandante caronte mi ha assicurato che non sarà un viaggio lungo: uno degli stretti per il mondo dei vivi è dalle parti di venezia, a caorle, non lontano dalla mia meta.
stamattina, con il pretesto di salutare domino, sono andato nel mio ufficio dove il bastardo stava infierendo sul suo punching bag. aveva un ghigno strafottente, o forse era solo il paradenti. ho chiesto la cortesia di usare il mio bagno, e ho provveduto a inserire un paio di dadi da brodo nel miscelatore della doccia.
naturalmente don era in modalità ora sono occupato! ed eva mi ha degnato appena di uno sguardo. capisco la copertura, bisogna sempre vigilare, la rivoluzione non ha mai fine… ma un sorriso o una stretta di mano mi avrebbe fatto bene. salvador limones avrebbe saputo confortarmi. l’alleanza delle anime perdute ha perso un grande uomo, oltre che un capo carismatico. hasta siempre comandante.
le 7. vediamo se rimedio un tramezzino e un bitter on the rocks, su questa bagnarola.

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